IL TIRRENO – DOSSIER NAUTICA

La nuova chicca del lusso. Ecco il super yacht “Panorama” realizzato da The Italian Sea Group

Il profilo elegante, i materiali, le forme e lo stile ricercato ne fanno un capolavoro della nautica “made in Italy”. Un concentrato di design interamente progettato in acciaio e alluminio, in grado di affrontare lunghe traversate in totale comfort, con i suoi cinquanta metri di lunghezza e una stazza da 499GT. È il nuovo super yacht “Panorama” di produzione semi custom entrato da pochi mesi nella flotta Admiral, marchio di punta di The Italian Sea Group, operatore globale della nautica di lusso attivo nella costruzione e riparazione di motoryacht e navi fino a 140 metri. Già proprietario dei marchi Admiral e Tecnomar, il gruppo ha acquisito all’inizio dell’anno la Perini Navi Spa, incorporando nella holding gli storici brand Perini e Picchiotti, e aggiungendo così alla sede di Marina di Carrara anche i siti produttivi di Viareggio e La Spezia. E proprio l’ampliamento delle capacità produttive ha permesso a The Italian Sea Group di introdurre il marchio Admiral nel segmento della produzione semi custom: una soluzione intermedia tra la produzione seriale e quella interamente su misura, da cui nasce il progetto Admiral Panorama, sviluppato in collaborazione con il team dello studio Piredda & Partners che ha curato il design degli esterni e degli interni. Il risultato è un motoryacht in acciaio con sovrastruttura in alluminio, privo di barriere visive e con un’elegante fluidità tra spazi esterni e interni che creano un dialogo continuo e naturale tra tutti gli ambienti, caratterizzati da grandi volumi e dettagli strutturali che ne accentuano la spaziosità, come l’altezza dei soffitti e le ampie vetrate. Un’accurata selezione dei materiali, come il legno in tonalità chiare, le pietre e i metalli ruvidi, conferiscono agli interni un’atmosfera ricercata e avvolgente. Panorama può accogliere in tutto fino a 12 ospiti, che possono alloggiare in quattro luminose suites sul main deck e nella cabina vip sul lower deck, che può essere trasformata in sala tv affiancata da un’area gym perfettamente attrezzata. La zona armatoriale sull’upper deck gode di una vista aperta su tre lati e di un affaccio sul ponte privato a prua.

«La chiave del successo di Panorama sta nella perfetta combinazione di un’estetica impeccabile, moderna e ben bilanciata, con la forza di un concept coraggioso che guida ogni scelta progettuale – spiega Nicolò Piredda, direttore creativo di Piredda & Partners – Un risultato reso possibile grazie alla collaborazione e all’approccio visionario di The Italian Sea Group».

Una scelta che ha subito riscosso rispose positive dal mercato, tanto che ad appena due mesi dal lancio del progetto, avvenuto nel mese di settembre, The Italian Sea Group ha venduto due Admiral Panorama che saranno consegnati nel 2025. Le due vendite, di cui una finalizzata dal broker monegasco Smart Yachts, hanno confermato la validità della scelta di puntare sulla produzione semi custom, rimanendo comunque su un posizionamento di altissimo livello con l’utilizzo esclusivo di materiali nobili e più sostenibili come l’acciaio e l’alluminio. Una scelta che coinvolge il marchio Admiral con il progetto Panorama ma che caratterizza anche il rilancio del marchio Picchiotti, storico brand della nautica italiana, con il lancio di una nuova flotta di quattro motoryacht da 24 a 55 metri denominata “Gentleman’s yacht”, ispirata allo stile classico ed elegante dei panfili americani degli anni ’60.

«Ci stiamo dedicando con grande impegno allo sviluppo del progetto Panorama e della nuova flotta Gentleman di Picchiotti che ci hanno permesso di entrare nel segmento dei mega yacht semi custom – dice il fondatore e amministratore delegato di The Italian Sea Group Giovanni Costantino – Questo ci consentirà di ampliare le vendite evitando il coinvolgimento della capacità progettuale del Gruppo, impegnata verso i grandi yacht custom made».

Portafoglio di ordini vicino al miliardo

Dagli yacht eleganti e moderni a quelli più dinamici e sportivi, dalle navi a vela di grandi dimensioni fino alle linee vintage dello yachting anni Sessanta, senza dimenticare il servizio di riparazioni e refit. C’è tutto questo nel mondo di The Italian Sea Group (Tisg), operatore della nautica di lusso quotato su Euronext Milan e primo produttore italiano di yacht sopra i 50 metri, fondato e guidato dall’imprenditore Giovanni Costantino. Con sede centrale a Marina di Carrara e due sedi a Viareggio e La Spezia, il Gruppo opera sul mercato con 5 brand complementari: con il marchio di punta Admiral, conosciuto per l’eleganza dei suoi yacht e con Tecnomar, sinonimo di sportività, design e alte prestazioni, ai quali da gennaio 2022 si sono aggiunti i marchi Perini Navi, leader mondiale nella produzione di yacht a vela di grandi dimensioni, e Picchiotti (già di proprietà di Perini), storico brand che affonda addirittura le sue radici alla fine del Cinquecento, mentre il servizio di refit è affidato alla NCA Refit, per la quale Tisg sta incrementando gli spazi nei cantieri di Viareggio e La Spezia entrati a far parte del gruppo con l’acquisizione di Perini. Con questa operazione, infatti, il gruppo può contare adesso su ulteriori spazi e capacità produttive che si sono aggiunti a quelli dell’headquarter di Marina di Carrara, ad oggi il più grande bacino di carenaggio privato di tutto il Mediterraneo, dove il Gruppo dispone di due bacini da 200 e 147 metri, l’unica in grado di ospitare navi fino a 140. Gli yacht di grandi dimensioni sono del resto il core business dell’azienda, con un portafoglio ordini che sta per superare il miliardo di euro.

Picchiotti e Perini nel colosso

Il Ceo di Tisg Costantino: «Brand da rilanciare e nuovi siti in cui diversificare la produzione»

Due nuovi brand da rilanciare e potenziare, nuovi siti produttivi dove diversificare la produzione, con un portafoglio clienti che sui mega yacht sta per superare il miliardo di euro e un aumento dei ricavi del 64 per cento nei primi 9 mesi dell’anno. È un momento decisivo per lo sviluppo di The Italian Sea Group, il colosso della nautica guidato dall’imprenditore Giovanni Costantino, che al volgere di questo 2022 analizza le trasformazioni e le strategie per il prossimo futuro.

È stato indubbiamente un anno significativo, soprattutto considerando l’acquisizione di Perini Navi Spa che vi ha permesso di arricchire il gruppo di due brand storici come Perini e Picchiotti. Che valore aggiunto pensate di aver ottenuto e come vi state muovendo per rilanciare questi marchi?

«Avevamo grande interesse per i cantieri di Perini Navi a Viareggio e La Spezia. A Marina di Carrara abbiamo fatto investimenti consistenti e disponiamo di circa 120mila metri quadrati affacciati direttamente sul mare, ma ci servivano altri spazi che oggi abbiamo. Con riferimento alla produzione, Perini produrrà esclusivamente navi a vela di medie e grandi dimensioni che, pur nel rispetto della tradizione e delle linee storiche, saranno innovative nel design e nelle soluzioni veliche e propulsive, mentre il progetto di rilancio di Picchiotti prevede una flotta semi custom di quattro motoryacht da 24 a 55 metri che prende il nome di Gentleman’s yacht».

In che modo l’acquisizione dei siti di Viareggio e La Spezia ha modificato l’organizzazione produttiva del gruppo?

«Grazie all’acquisizione di Perini Navi si è reso possibile un importante aumento della capacità produttiva. La ripresa operativa dei siti di Viareggio e La Spezia è stata fatta in tempi record e il nuovo piano di produzione è già a buon punto. Attualmente a Viareggio è ormeggiato il sailing yacht da 53metri Jasali II, per un general survey e redesign degli esterni operate dalla nostra società NCA Refit, mentre procede a ritmo sostenuto la produzione del superyacht da 60 metri Katana. La sede di Viareggio vedrà poi anche il ritorno del brand Picchiotti con la produzione della flotta Gentleman’s yacht. Nel 2023 completeremo le attività di rimodernamento della sede viareggina con il piano di investimenti TISG 4.2, che prevede inoltre l’ampliamento e la ristrutturazione dell’headquarter di Marina di Carrara e del sito di La Spezia, dove è stata completamente trasferita la produzione del Tecnomar for Lamborghini 63».

Proprio con il Tecnomar for Lamborghini 63 avete ottenuto importanti riconoscimenti. Quale mercato puntate a intercettare con questo innovativo motoryacht?

«Il positivo andamento delle vendite rappresenta un’ulteriore conferma del successo di questo yacht, divenuto ormai un’icona futuristica come la vettura alla quale si ispira. Nel mese di settembre abbiamo consegnato il primo modello negli Usa, un mercato che offre interessanti opportunità di crescita in linea con la nostra strategia di sviluppo. Rientrato tra i Best of the Best 2022 dell’industria del lusso nella categoria “Motor yacht Weekend Cruiser” di Robb Report, è stato anche premiato nella categoria “Motor Yacht under 25 meters” ai 2022 International Yacht & Aviation Awards dello scorso maggio a Venezia».

Più in generale, quali sono i mercati su cui sta puntando l’azienda attraverso le differenti declinazioni dei suoi brand?

«Vendiamo i nostri yacht ad armatori di tutte le nazionalità. Abbiamo avviato un piano di espansione commerciale per ampliare il nostro business negli Usa, dove in estate abbiamo aperto anche il nostro primo flagship store a East Hampton, Long Island, con riscontri estremamente positivi e negli Emirati Arabi Uniti, come dimostra il successo riscosso dall’approdo a Dubai dal motoryacht Viktoriia, Tecnomar EVO 120».

Che momento sta vivendo la nautica di lusso? State risentendo in qualche misura della situazione internazionale?

«L’industria nautica sta vivendo un buon momento nonostante il complesso contesto geopolitico. Prima o poi è prevedibile un raffreddamento, ma il segmento degli yacht di grandi dimensioni si è dimostrato più resiliente rispetto ad altri, anche perché la clientela fidelizzata è internazionale e meno esposta a scenari economici recessivi. In situazioni come questa la diversificazione sui mercati offre un ottimo paracadute».

Quali sono le principali novità a cui state lavorando per il nuovo anno?

«Siamo molto impegnati sul nostro core business, quello delle grandi navi dai 60 metri in su, ma ci stiamo dedicando con grande impegno anche allo sviluppo del progetto Panorama e della nuova flotta Gentlemen di Picchiotti che ci hanno consentito di entrare nel segmento semi custom. Nel campo delle navi a vela la produzione di 4 nuovi modelli Perini procede velocemente, anche grazie alla partnership con un grande nome del panorama internazionale come Malcom McKeon. Li presenteremo con un grande evento all’inizio del 2023. Stiamo inoltre andando avanti con la progettazione del nuovo Maltese Falcon di cui non parlerò fino a quando non sarà pronto».

Il tema della sostenibilità sta trasformando tanti settori industriali. Anche la nautica sta facendo i conti con questa evoluzione?

«Abbiamo avviato da tempo un percorso di sviluppo sostenibile. L’impianto fotovoltaico installato nel 2022 nei cantieri di Marina di Carrara ha già permesso una significativa produzione di energia green. Al completamento dell’intervento si raggiungerà la copertura del 25% del fabbisogno energetico del sito. Con riferimento alla produzione, proprio per una policy aziendale, non lavoriamo la vetroresina concentrando la nostra produzione sull’alluminio»

Tecnomar for Lamborghini 63. In un’ora da Miami alle Bahamas, un bolide che divora le onde del mare

Da Miami può raggiungere le Bahamas in un’ora alla velocità di 63 nodi. Per chi è più avvezzo all’asfalto parliamo di 116 chilometri orari. Un bolide che divora i flutti, potente e sportivo come la vettura alla quale si ispira. È il Tecnomar for Lamborghini 63, l’innovativo motoryacht ideato da The Italian Sea Group in collaborazione con la casa automobilistica bolognese, nel solco di una tradizione di partnership con i principali brand del lusso e dello stile made in Italy. «Uno yacht innovativo divenuto un’icona futuristica» lo definisce il Ceo di Tisg Giovanni Costantino. Una fusione tra l’eccellenza della nautica e la potenza di una supercar, che si sta confermando perfetta per intercettare un mercato con ottime prospettive di crescita come quello degli Stati Uniti, dove The Italian Sea Group ha aperto in estate il primo flagship store a East Hampton, Long Island, punto di riferimento per la nautica della costa orientale americana. Ed è proprio negli Usa, più precisamente a Miami, che il colosso della nautica italiana ha consegnato a settembre il primo Tecnomar for Lamborghini 63, consolidando il rapporto con il Prestige Marine Imports Lamborghini di Miami, che garantirà agli armatori del Nord America un servizio efficiente e specializzato di post vendita. «Siamo orgogliosi di essere stati i primi a consegnare questo incredibile yacht da 4000 cavalli e dall’inconfondibile design Lamborghini che ha già conquistato il Sud della Florida», dichiara Bratt David, ceo di Prestige Imports Lamborghini Miami. Un successo commerciale testimoniato anche dal fatto che i prossimi modelli andranno in consegna nella prima metà del 2024, nonostante la produzione sia già a pieno regime. Proprio in questi giorni, intanto, The Italian Sea Group affianca Automobili Lamborghini anche nella prestigiosa lounge di Doha, visitabile fino al 18 dicembre solo tramite invito, che offrirà al gruppo l’opportunità di entrare in contatto con esclusivi armatori in arrivo nella capitale del Qatar per conoscere il “mondo Lamborghini”.

Il mercato, l’eleganza e le prestazioni dei prodotti affascinano gli Armatori di mezzo mondo. I grandi successi in Medio Oriente e negli Usa

Dalle coste degli Stati Uniti a quelle scintillanti della Penisola Arabica. Sono questi i principali mercati nei quali The Italian Sea Group ha avviato un piano di espansione commerciale, alla ricerca di nuovi e potenziali armatori conquistati dall’eleganza, dalla modernità e dalle prestazioni dei super yacth progettati nei cantieri di Marina di Carrara. Rientra in questa strategia il recente debutto a Dubai del motoryacht Viktoriia, primo Tecnomar EVO 120, approdato all’inizio di dicembre nella Dubai international marine club. Caratterizzato da un’ispirazione automotive, con una silhouette slanciata e uno stile ultramoderno, EVO 120 ha subito catturato l’attenzione di una città che ha fatto dell’avanguardia tecnologica il proprio tratto distintivo, andando a rafforzare il piano di espansione commerciale sulle coste del Golfo Persico, già avviato a inizio stagione dalla partnership con Blackorange Superyacht Experts, società full-service di yacht brokerage, nonché con la presenza del brand Tecnomar nella lounge di Automobili Lamborghini a Doha. «Siamo entusiasti del riscontro commerciale che i nostri yacht stanno riscuotendo in questa regione – commenta il numero uno di The Italian Sea Group Giovanni Costantino -. La nostra presenza in Medio Oriente si sta affermando velocemente come negli Stati Uniti».

Del resto è proprio dal mercato americano che è arrivata una delle principali commesse nel campo degli yacht di grandi dimensioni. Si tratta dell’Admiral Galileo da 82 metri, venduto a dicembre 2021 tramite il broker statunitense FGI Yachts e in consegna per il 2025, di cui è stata annunciata la posa della chiglia all’inizio di ottobre. Progettato dal Centro Stile di The Italian Sea Group in collaborazione con Bannenberg Rowell Design, il Galileo può accogliere 12 ospiti e 28 membri dell’equipaggio, con saloni di oltre 100 metri quadri su ognuno dei quattro ponti, un cinema, una palestra, una spa, un’area massaggi e perfino una cascata che unisce 2 delle 4 piscine presenti a bordo. Una nave da sogno, che consolida il ruolo del gruppo come player globale nel campo dei mega yacht interamente custom made, chiamati a soddisfare le richieste di una clientela esigente che non vuole compromessi.

In arrivo la flotta dei maxi yacht a vela

È prevista per febbraio la presentazione della nuova flotta Perini Navi, con la quale la nuova proprietà targata The Italian Sea Group conta di rilanciare in grande stile lo storico brand viareggino dei grandi yacht a vela. Si tratterà di una flotta dai 47 ai 74 metri, innovativa dal punto di vista stilistico e velico e perfettamente in linea con il progetto di sostenibilità varato dal gruppo. Punto di partenza e modello di riferimento per la nuova flotta sarà il Ketch 56 metri, per il quale Tisg ha annunciato poche settimane fa la collaborazione con Malcom McKeon Yacht Design, leader nella progettazione di grandi scafi a vela. Una partnership che punta a conservare alcuni degli stilemi più riconoscibili del design Perini, reinterpretandoli però in chiave moderna con un layout dalle linee morbide e naturali, grandi spazi open e ampie vetrate per favorire la luce naturale. Il piano velico in carbonio garantirà comfort e performance di navigazione grazie all’utilizzo del “sail handling system” di Perini Navi, con il comando delle manovre concentrate e servoassistite nelle due stazioni di comando sul flybridge. «Abbiamo creato un team tecnico altamente specializzato nella progettazione degli yacht a vela che sta lavorando alacremente su tutta la produzione Perini – afferma Giovanni Costantino, fondatore e Ceo di The Italian Sea Group -. Nei primi mesi del 2023 sveleremo anche il nuovo Maltese Falcon, che sarà iconico e innovativo nell’estetica e nella tecnologia tanto quanto lo fu il primo, circa 15 anni fa, ma in una versione altamente ecosostenibile».

Alla nuova flotta Perini è legato del resto il piano di sviluppo produttivo dei cantieri di Viareggio, dove la nuova proprietà ha immediatamente riattivato la produzione del super yacht Katana da 60 metri e dove proseguirà fino ad aprile il refit del celebre sailing yacht 53 metri Jasali II, varato nel 1998 e tra i più iconici della flotta Perini Navi, tornato a Viareggio per una revisione generale e un redesign degli esterni. A breve, però, la sede viareggina vedrà anche il ritorno del brand Picchiotti Yacht, nome intramontabile della marineria italiana, citato per la prima volta in un documento del 1575, in cui la famiglia Picchiotti risulta specializzata nella costruzione di imbarcazioni fluviali a Limite sull’Arno. Da quelle prime barche da lavoro fino ai velieri oceanici, passando per le commesse militari a cavallo tra Otto e Novecento, la storia del marchio è arrivata fino agli anni pioneristici dei primi yacht da diporto nel secondo dopoguerra.

Ed è proprio agli anni d’oro dello yachting anni ’60 che si ispira la nuova flotta “Gentleman’s Yacht” presentata da The Italian Sea Group. Una flotta di quattro motoryacht semi custom da 24 a 55 metri, dalla linee classiche e dalla silhouette elegante ispirata ai panfili americani del tempo, realizzata insieme a Luca Dini Design & Architecture e con la partecipazione di Kurt Lehman e la sua Yacht Moments Consultant. Anche in questo caso il principale mercato saranno le Americhe, come evidenziano alcuni dettagli estetici, come la scelta di rivestire la tuga e l’interno delle falchette in mogano, materiale che nasce con la cultura americana. «Questa nuova linea, chiaramente ispirata agli anni d’oro dello yachting del dopoguerra, mi ha immediatamente conquistato – dice Giovanni Costantino – perché rende omaggio a modelli storici come la serie Giglio o la serie Mistral di Picchiotti, esaltandone i valori stilistici e la cultura del mare. Sono orgoglioso di dare nuova voce a un brand patrimonio di tutta l’industria nautica, uno dei cantieri più antichi al mondo». Un progetto comunque «in forte controtendenza – secondo Luca Dini – dedicato a quegli armatori che sono radicati alla tradizione e al concetto di marineria elegante».

Realizzata una struttura polivalente di circa 300 metri quadrati con oltre 150 posti a disposizione. L’Academy per la formazione di studenti e dipendenti

C’è anche la formazione tra gli obiettivi della strategia industriale di The Italian Sea Group. Un impegno concreto, rivolto ai propri dipendenti così come agli studenti universitari che un giorno potrebbero diventarlo, nella convinzione che spetta al mondo delle imprese saldare l’ultimo anello della catena che lega istruzione e mondo del lavoro. È con questo obiettivo che il gruppo con sede a Marina di Carrara ha dato vita nel 2021 a una propria Academy, creata in collaborazione con l’Università di Genova e la Fondazione Promostudi, dedicata alla realizzazione di percorsi di eccellenza per i dipendenti dell’azienda e per gli studenti laureandi dei corsi di laurea in ingegneria nautica e del corso di laurea magistrale in Yacht Design. Per ospitare l’Academy, The Italian Sea Gruppo ha realizzato all’interno della sede di viale Colombo una struttura polivalente da circa 300 metri quadrati, con oltre 150 posti, che in questi due anni ha già visto la partecipazione delle università di La Spezia, Trieste e Napoli. Una scelta maturata dalla consapevolezza che è responsabilità delle aziende colmare l’ultimo miglio che i laureandi devono percorrere per finalizzare il proprio percorso di studi e investire nella formazione dei dipendenti. L’Academy è pensata infatti per favorire l’interscambio tra università e mondo del lavoro, consentendo agli studenti e ai giovani talenti di mettere in pratica le proprie conoscenze nella progettazione e costruzione navale, partecipando alla realizzazione di progetti unici.

Scroll Up