YCS – YACHTING IN COSTA SMERALDA INTERNATIONAL

I TRE VISIONARI

LO STRAORDINARIO CANTIERE FONDATO DA FABIO PERINI, UN GENIO CAPACE DI ANDARE BEN OLTRE GLI SCHEMI COME TESTIMONIA MALTESE FALCON, IL PIÙ BEL TRE ALBERI AL MONDO, RINASCE ORA GRAZIE A THE ITALIAN SEA GROUP GUIDATO DA GIOVANNI COSTANTINO, UN ALTRO IMPRENDITORE ABITUATO A VEDERE LONTANO. NELLE SERIE PREVISTE PER LA “NUOVA ERA” DEI SUPERYACHT A VELA NESSUN COMPROMESSO SU INNOVAZIONE TECNOLOGICA, MATERIALI E ALTA QUALITÀ COSTRUTTIVA

Al mondo ci sono due grandi velieri capaci di richiamare la più vasta attenzione: la nave Vespucci e il clipper Maltese Falcon. Quest’ultimo straordinario superyacht a vela, riconoscibile ovunque per il falcone nero dipinto sulla vela maestra, è frutto dell’incontro di due amanti delle sfide impossibili. L’americano Tom Perkins, amministratore della Hewlett-Packard e famoso tycoon della Silicon Valley, cercava chi fosse in grado di costruirgli una “barca” super tecnologica di ben 88 metri (289 feet) armata a clipper che potesse manovrare da solo. Per questo doveva avere alberi rotanti e vele regolabili elettronicamente. Fabio Perini accettò e vinse la sfida. La “mission impossibile” della nautica segnò i nuovi parametri per la grande vela. Chi scrive ricorda perfettamente la gioia quasi fanciullesca di Tom Perkins quel giorno del 2006 quando gli venne consegnato il Maltese Falcon. In piedi con un joystick in mano e un gran sorriso stampato sul viso portò in giro un gruppetto di giornalisti per un paio di ore manovrando gli alberi e regolando le vele con quel piccolo congegno elettronico. A distanza di molti anni e dopo il fallimento del cantiere, un altro “visionario” qual è Giovanni Costantino, fondatore e amministratore delegato di The Italian Sea Group, (TISG) che ha rilevato il marchio alla fine dello scorso anno, è pronto a rinverdire la grande fama di Perini Navi. Tutti i fondamentali (linee estetiche innovative, automazione del piano velico, deriva mobile, ampi spazi all’aperto- abitabilità e comfort, qualità, si curezza) che hanno reso famose le 59 Perini tutt’ora naviganti restano tali ma vengono ulteriormente implementati con i necessari aggiornamenti tecnologici, estetici e per quanto riguarda i materiali. Per Giovanni Costantino, animato come Fabio Perini da capacità di guardare al mercato in modo diverso da tutti gli altri e dalla caparbia volontà di non accettare alcun compromesso sulla qualità costruttiva e finale del prodotto, i piani per il rilancio di Perini Navi sono molto chiari: in primis, il marchio resterà legato “esclusivamente a navi a vela di grandi dimensioni che, pur nel rispetto della tradizione e delle linee storiche, saranno innovative nel design e nelle soluzioni veliche e propulsive. Sono cinque, infatti, le navi a vela che The Italian Sea Group ha attualmente in portafoglio ordini: 1 sloop di 47 metri; 1 ketch di 60 metri; 2 ketch di 56 metri e 1 catamarano di 47 (“ progetto riservato”). Tutti questi già in piano produzione – fatti salvi i diktat del comfort e dei grandi spazi tipici dei ben noti Perini Navi -“monteranno sempre scafi in metallo, ma gli alberi saranno esclusivamente in carbonio”. Tanto per capirci, il nuovo sloop di 47 metri, per quanto ci viene svelato, presenterà “uno stile più deciso e una netta innovazione nelle scelte estetiche e funzionali”. Tra questi, si esemplifica, l’adozione del carbonio e derivati non solo per l’imponente albero dui 62,5 metri e del boma, ma anche per le diagonali. Per gli stralli vale la combinazione di carbonio e kevlar. Carbonio e materiali alleggeriti anche per i dettagli, gli accessori di copertura e le rifiniture Sappiamo anche che lo scafo sarà in alluminio. Inoltre “il nuovo flying bridge sarà ancora più ampio e le due postazioni di controllo e manovra a murata ribadiscono lo spirito ben più dinamico delle nuove navi Perini”. Uno spirito innovativo che sarebbe evidente anche nel concept del design e degli arredi, totalmente concepito da TISG. Per ammirarlo dovremo attendere la consegna prevista per il prossimo anno. In attesa di questa novità magari capiterà di incrociare qualcuna delle 10 navi della serie 56 metri già consegnate (fra le loro caratteristiche gli alberi in alluminio e boma in carbonio con avvolgitori elettrici; specchio di poppa che si apre e crea un’ampia piattaforma e spiaggia) o della sua evoluzione 60 metri (3 quelle già conse – gnate e una quarta attualmente in costruzione). Con un po’ di fortuna , poi, potreste trovarvi vicino al superbo ketch Badis (ex Sybaris), ammiraglia dei progetti custom: il 70 metri con scafo e sovrastruttura in alluminio, alberi (di 71,6 metri la maestra e 61 metri la mezzana)e boma in carbonio, e un piano velico da record, nonché provvisto di due generatori a velocità variabili e un pacco batterie ai polimeri di litio per la navigazione in silenzioso.

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